lunedì 27 aprile 2015

SERIE A - Tutti pronti al rush finale! Azzurro Champions, bagarre Europa League

Mancano solamente sei giornate al termine del campionato di serie A, è tempo di tirar le somme, analizzare la situazione e provare a prevedere, cosa mai facile, chi riuscirà a salire sui treni più prestigiosi. 


Lotta Champions - Il cielo è sempre più "azzurro"?
Candidate: Lazio, Roma e Napoli.
Se lo scudetto è ormai cucito per tre quarti sulla maglia bianconera anche per la prossima stagione, il solco lasciato dalla Juventus ha aperto una bagarre interessate per le posizioni che contano. La lotta per il secondo posto, che consentirebbe l'accesso diretto alla prossima Uefa Champions League, è attualmente terreno di conquista laziale. Gli uomini di Pioli, con una cavalcata fantascientifica ed una striscia di 8 vittorie consecutive, hanno acciuffato la Champions virtuale a colpi di bel gioco e concretezza, trovando in Felipe Anderson il talento cristallino che le mancava per fare il salto di qualità. I biancocelesti hanno tutto ciò che oggi purtroppo manca alla Roma di Garcia, finita in un baratro che solo l'1-7 in casa contro il Bayern Monaco può spiegare. La squadra capitolina non trova più le misure in campo, è spesso spaesata e vittima di un possesso palla sterile e soporifero. Si sono fatte sentir le grandi assenze di Castan, Benatia (partito in estate), Maicon (mai in condizione), Strootman (costantemente infortunato) e Gervinho (solo 2 goal all'attivo per l'ivoriano). In tutto questo parapiglia di agganci e allunghi mancati, si rivede il Napoli di Benitez che, arginata in ritiro dal focoso De Laurentiis, sembra aver ritrovato la diritta via smarrita solo un paio di giornate fa. Trascinati da un super Higuain e da un ritrovato Hamsik, gli azzurri schiacciano ogni avversaria che si ritrovano contro, portandosi a solo due lunghezze dalla cagionevole Roma e tre dalla circense Lazio. Sarà una battaglia emozionante, ma io lancio il mio personalissimo pronostico: 
2° Lazio, 3° Napoli, 4° Roma.
Juventus e Lazio alla fase a gironi, Napoli ai preliminari di Champions League. Roma in Europa League.



Lotta Europa League - Genova non ti illudere! Mancini è il cavaliere oscuro?

Candidate: Sampdoria, Fiorentina, Genoa, Torino, Inter e Milan
Assodato ormai che la quarta piazza sarà occupata da una delle vedove della lotta Champions (Lazio, Napoli o Roma), si infiamma la lotta per il quinto ed il sesto posto: sei squadre per due posti con vista Europa.
La Sampdoria di Sinisa Mihajlovic ha fatto un campionato sontuoso, soprattutto grazie alle intuizione del tecnico serbo. I blucerchiati danno l'impressione di esser arrivati con il motore fiacco per il rush finale e perdono tanto sia in scia (vedi la gara al San Paolo contro il Napoli), sia in percorrenza (solo 2 punti nelle ultime 4 gare). Anche l'incognita futuro incombe a Bogliasco: cosa accadrà la prossima stagione? Verosimilmente la squadra verrà smembrata e quasi sicuramente perderà il proprio condottiero, che sembra indirizzato ad una big italiana (E se fosse la Roma?), troppe incognite per un'Europa che ha bisogno di certezze. La Fiorentina sembra destinata all'ennesimo piazzamento Uefa: una bella squadra a tratti che, molto sfortunatamente, non riesce mai a fare il salto in avanti. Semifinale di coppa a parte, dopo aver buttato via la finale di coppa Italia dilapidando il vantaggio dell'andata al Franchi, contro la Juventus, la stagione degli uomini di Montella potrebbe concludersi con un altro accesso alla seconda competizione europea, in attesa dell'agognato salto di qualità. Il Genoa è una squadra ricca di talenti che in estate potrebbero salutare il Grifone: Perin, De Maio, Bertolacci e Perotti hanno fatto un campionato sopra le righe, confermando le loro grandi qualità. Sicuramente Preziosi sarà bravo a ricostruire la squadra con l'aiuto del solito Gasperini ma, con la quasi certezza di perder l'intera dorsale, è difficile ipotizzare un futuro in Europa per i rossoblù. Il Torino si conferma, per il secondo anno di fila, come la possibile outsider di questo campionato. Dopo un'Europa League giocata da protagonista, la squadra di Ventura tenterà sino all'ultimo di risentire odore d'Europa. Anche per i granata il mercato estivo sarà la chiave per la prossima stagione: Darmian e Bruno Peres, autentici mattatori di questo Torino, resisteranno alle sirene delle big? Capitolo milanesi: se l'Inter si riavvicina prepotentemente alle posizioni che contano, arrivano a -5 dal quinto posto, il Milan sembra ormai una società, non solo una squadra, alla deriva. Quando si arriva ad attuare castighi, non ritiri come li si vende per mezzo stampa, vuol dire che qualcosa davvero non va. Inzaghi non ha più il controllo della nave (lo ha mai avuto?) e anche la situazione di "svendita" della società in mani asiatiche non aiuta le ambizioni rossonere. Mancini invece sembra aver trovato un equilibrio nella sua squadra: Gnoukouri è il nuovo che avanza, Hernanes è l'usato sicuro, Kovacic e Shaqiri ritroveranno il campo. Vuoi vedere che il Mancio la fa in barba a tutti?
Pronostico:
5° Fiorentina, 6° Inter, 7° Sampdoria, 8° Torino, 9° Genoa, 10° Milan.
Roma, Fiorentina e Inter in Europa League.



La salvezza - Festa Cagliari che prova il miracolo. Reja d'esperienza. Pile scariche a Cesena.

Candidate: Atalanta, Cagliari e Cesena.
Può regalare ancora qualche emozione la parte bassa della classifica. La serie A dà l'arrivederci al Parma, sperando che riesca a risalire quanto prima, per tornare ad essere la società gloriosa che tanto bene ha fatto al calcio italiano. Sono ancora due gli slot che condanneranno due società al campionato cadetto. Il Cesena di Domenico Di Carlo sembra aver esaurito tutte le cartucce: ha lottato con le unghie e con i denti, ma il KO di Verona, contro il Chievo di Maran, qualche settimana fa, ha aperto il portone dell'Inferno per i bianconeri, sorprendenti, ma mai pronti ad affrontare la massima serie. L'ultimo posto se lo giocano Cagliari e Atalanta: i bergamaschi viaggiano a +7 sui rossoblù, grazie soprattutto all'esperienza di un veterano quale Edy Reja. Dopo aver sostituito Stefano Colantuono, il tecnico ex Napoli ha saputo rimettere la società sui giusti binari, strappando un pari anche all'Olimpico di Roma. Il Cagliari ha vissuto un anno infernale: Giulini ha sostituito il mai amato Cellino, smuovendo da subito l'ambiente con una scelta controversa, scegliendo Zdenek Zeman come nuovo allenatore. Il tecnico boemo non riesce a inculcare nelle teste dei ragazzi i propri dogmi e, dopo un sonoro schiaffo interno contro la Juventus, abdica a favore del sardissimo Gianfranco Zola, ma anche l'ex Watford non riesce ad incidere, complice anche una rosa giovane e decisamente indebolita dal mercato estivo. Dopo un fallimentare ritorno in corsa di Zeman, si è optato, proprio questa giornata, per una scelta interna, ponendo Gianluca Festa a capo della nave. Primo risutato? Vittoria per 3 a 1 a Firenze, contro la Fiorentina; confortante, ben augurante.
Pronostico: Atalanta salva, Cagliari e Cesena retrocesse.

Stefano Uccheddu

SERIE A - Splendido il quadro, meno la cornice: sotto la Mole torna il Toro.


Vent'anni dopo l'ultimo successo, vent'anni dopo la doppietta di Rizzitelli, il Torino torna al successo in un derby frizzantissimo, giocato ad alti ritmi per tutta la durata del match. La Juventus si presenta all'incontro con un paio di cambi rispetto all'assetto classico: è 4-3-1-2, ma dentro Padoin al posto di un acciaccato Evra, Sturaro per lo squalificato Marchisio e, un po' a sorpresa, Matri e Ogbonna al posto di Tevez e Chiellini. Il Torino conferma il suo solido e consolidato 3-5-2 pronto a trafiggere i bianconeri sulle fasce, con gli esterni Darmian e Bruno Peres. La prima pennellata di questo splendido dipinto è però quella d'autore di un sontuoso Andrea Pirlo (per distacco il migliore dei suoi...): punizione imprendibile sotto il sette, un gioiello, la gemma numero 27 su punizione in serie A, ad un soffio da Sinisa Mihajovic. E' 0-1, ma il Toro non ci sta. Dopo aver subito un paio di scosse d'assestamento, Darmian pareggia su assist di un preziosissimo Quagliarella, approfittando degli sbandamenti della ditta Ogbonna-Bonucci e credendoci, nonostante un controllo difettoso. Si va a riposo sull'1-1, ma consapevoli che non sarebbe finita così. Il secondo tempo vede subito una Juventus aggressiva che coglie il primo palo di giornata su un'altra strepitosa punizione di Pirlo. Il Torino dà l'impressione di essere pericoloso ogni qualvolta che riesca ad innescare gli esterni ed è proprio dall'azione di uno splendido Matto Darmian che arriva il sorpasso: il terzino granata, ben servito dal centro, supera Lichtsteiner e serve un pallone che l'ex di turno, Fabio Quagliarella, deve solo spingere in rete; è 2-1, delirio Toro. 
Il resto del match è costellato da occasioni per i bianconeri, che prenderanno due pali e si vedranno sbarrata la strada da un grande Padelli, e dalle continue ripartenze granata, con Quagliarella vicino alla doppietta. Nonostante il quadro sia bellissimo, nonostante il Torino abbia scritto una pagina importante della propria storia ed abbia sfatato un tabù che durava da troppi anni, la situazione che ha contornato questo derby è stata a dir poco deplorevole. Nel pre-partita, l'arrivo allo stadio Olimpico del pullman che trasportava i giocatori della Juventus è stato accolto con uno scellerato lancio di pietre che ha provocato la rottura di un vetro, lasciando attoniti un po' tutti, dai giocatori, ai dirigenti, ai tifosi, quelli veri. Purtroppo però, le barbarie non finiscono qui: durante il primo tempo, dal settore ospitante i tifosi della Juventus è partita una bomba carta, lanciata verso la curva Primavera che ha causato 9 feriti, nessuno grave, ma i malcapitati han necessitato di un intervento medico e di una corsa al pronto soccorso. 

E' ridicolo sentire e vedere cose del genere nel XXI secolo ed è ridicolo che tutto ciò accada in occasione di un evento sportivo, che dovrebbe essere inteso e vissuto come tale, non diventar pretesto per i soliti guerrafondai che lanciano e lasciano un'immagine negativa e non veritiera di quello che è, o dovrebbe essere, il tifoso di calcio italiano. Il calcio è uno sport magnifico per chi lo sa vivere, amare, ma soprattutto rispettare. 

Ecco, oggi pochi in Italia sono pronti a rispettare il calcio, perché proprio chi pensa di amarlo, dimentica quanto rispetto reciproco richieda un sentimento importante come l'amore. Tutte le emozioni che regala il calcio, devono essere rispettate e condivise dai tifosi di questo sport, promuovendone un'immagine quanto più positiva possibile, ma il vilipendio è dietro l'angolo ogni domenica. In Inghilterra, dal decreto Thatcher ad oggi i passi avanti fatti sono stati evidenti: gli inglesi hanno imparato ad amare e rispettare il calcio sia con tifoserie sane e passionali, sia a livello di infrastrutture. Perché se alcuni tifosi, e sottolineo "alcuni", non sono in grado di rispettare il calcio, l'Italia in quanto Paese non è da meno. La dispersione di capitali negli anni Novanta, o meglio, le spese non oculate e lungimiranti degli anni d'oro del calcio italiano hanno lasciato e lasciano strascichi pesanti a tutt'oggi nell'economia calcistica del Paese. Solo Juventus e Sassuolo vantano uno stadio di proprietà, solo la Juventus vanta strutture all'avanguardia e che, in previsione futura, le porteranno introiti che la potrebbero, forse, avvicinare alle big europee. Tutto ciò mentre alcuni stadi storici crollano (vedi il Sant'Elia di Cagliari) e la legge sugli stadi appare un mostro parlamentare per non si sa quale motivo. Saranno le laute somme di denaro, da versare agli enti comunali per l'affitto di uno stadio, che verrebbero a mancare, a far desistere il tutto? L'Italia ama il calcio, ma quasi nessuno lo rispetta: non siamo ancora pronti per accogliere il calcio, quello vero.

Stefano Uccheddu

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